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Cos’è l’Advaita

12. Chi sono io ? Questo mondo come si è svelato ? Qual è la sua causa prima ? Di quale sostanza è fatto ? Questo è (il metodo d’investigazione) vicara.
Questo sutra espone in dettaglio il metodo d’investigazione vicara. E’ un metodo filosofico, un procedimento di pura ricerca degli universali, ma, a differenza di quanto si potrebbe pensare, esso è “sperimentale”. 1
La filosofia yoga è sperimentazione coscienziale; solo in un secondo tempo interviene la mente per concettualizzare quel tanto che è possibile e darlo come oggetto di stimolazione ad altri che desiderano facilitare la loro esperienza. Non rappresenta, dunque, un processo esclusivamente teoretico per costruire, appunto, una “teoria della realtà”.
La metafisica Vedanta non è un prodotto intellettualistico, ma di realizzazione. L’Oriente, in genere, più che sistemi teoretici filosofici intellettivi, possiede tecniche sperimentali per svelare la realtà. Queste tecniche possono coinvolgere il fisico, l’emotivo, la volontà, la facoltà di discernimento, ecc., o gruppi di essi, ma sono sempre mezzi operativi per risolvere se stessi, mai strumenti di semplici rappresentazioni concettuali.

Un’Upanisad è un’esperienza vissuta, è un ritmo di vita che si è svelato.
Il Vedanta Advaita, tramite certe tecniche, come ad esempio vicara, vairagya, uparati, ecc., offre l’opportunità di esperire la verità, non di dialogare verbosamente su di essa né di metallizzarla in aride prigioni sistematiche.
I darsana sono semplicemente “punti di vista” di sperimentazioni coscienziali.
La realtà, o la cosa in sé, non può essere oggetto di ideazioni (la mente, con il pensiero analitico, può solo dare un concetto del Reale-assoluto, ma lo yogi non mira a questo), essa va semplicemente realizzata e svelata. Ciò di cui noi possiamo avere una relativa rappresentazione concettuale è unicamente l’oggetto-fenomeno di percezione, non il soggetto-essere.
Così, alla domanda: chi sono io? non basta formulare una semplice idea-concetto per accontentare la mente ansiosa di far quadrare i conti, ma occorre esperire quell’ente che si pone appunto tale domanda e che sta dietro ogni possibile concetto intellettuale.2