Nascita e giovinezza

Estratto da « Samkarâcârya» (Capp. I, II, III, IV) del dr. T.M.P. Mahadevan - National Book Trust - New Delhi

Sivaguru e Aryămba si recarono in questo luogo e celebrarono il bhajanam per un tempo considerevole.

Compiaciuto della pietà ed austerità di Sivaguru ed Aryāmba, il Signore Siva, nelle sembianze di un vecchio, apparve loro in sogno e s’informò se essi volessero avere molti figli, di scarso ingegno, che vivessero a lungo, o un solo figlio, di brillante intelligenza, ma che sarebbe vissuto poco. La coppia rimase perplessa e lasciò la scelta al Signore stesso. Questi disse che Egli sarebbe nato come loro figlio e li invitò a tornare a Kalati.

Grandemente compiaciuti, essi tornarono al loro villaggio. Sivaguru compì atti di generosità verso la gente bisognosa e fece feste e doni a tutte le persone pie del luogo. La devota coppia partecipò al pasto solo dopo che gli ospiti ebbero mangiato, e si dice che il divino splendore del Signore Siva entrò nel corpo di Aryambã attraverso il sacro cibo che ella mangiò dopo che esso era stato santificato dal Brahmana-bhajana. A tempo debito, Aryâmba rimase incinta e brillò di una nuova aura perché era il Signore stesso, la Luce delle luci, che l’aveva scelta come sua madre.

Il tempo scelto per il divino evento fu il più propizio: mezzogiorno della quinta giornata della metà luminosa del mese lunare di Vaisakha (aprile-maggio), sotto la costellazione Punar-vasu. Gli Samkaravijaya danno brillanti descrizioni della tranquilla bellezza della natura al tempo della nascita di Samkara.

Gli alberi e i rampicanti sorridevano con mazzi di fiori. Il cielo era limpido. Perfino tra gli animali, quelli nemici per natura fraternizzavano.

La data esatta della nascita di Sankara è difficile a stabilirsi. La tradizione indica l’anno del Nandana, il mese lunare di Vaisakha e il giorno sukla-pañchami. Ma quale anno del Nandana? Secondo alcuni studiosi la nascita di Sankara dovrebbe essere situata nel 700 d.C., perché nel Brahma-sütra-bhashya (IV, I, 5) è fatto cenno alla città di Pataliputra, distrutta dall’erosione del fiume intorno al 750 d.C., ed anche a Pürnavar-nam (II, 1, 18), probabilmente il re buddhista di Magadha, citato da Hieuen Tsiang, che governò intorno al 590 d.C. Un manoscritto sanscrito fornisce la data della nascita e della morte di Sankara: Kali 3889 e 3931, che corrispondono al 788 e 820 d.C. La stessa data di nascita, Kali 3889, si ritrova nell’opera Samkara-mandara-saurabha.

La gente di Kalati vide il figlio neonato nella casa di Sivaguru, dice Anandagiri, e pensò che fosse veramente Shambu (Siva) venuto in qualità di avatára. Gli astrologi che furono chiamati, com’era d’uso, per calcolare l’oroscopo, dichiararono che il bambino era perfetto sotto ogni punto di vista (sisur-esha-purnah). L’undicesimo giorno al bambino fu dato il nome «Sankara», le cui lettere indicano il giorno, la quindicina e il mese della sua nascita. Sivaguru scelse questo nome per suo figlio non facendo alcun riferimento al suo significato; invece esso si dimostrò significativo poiché Sankara fu un avatãra di Siva, e nacque col proposito specifico di fare il più grande bene al mondo.

I fatti più rilevanti della vita di Sankara sono citati così in un verso sanscrito: «All’età di otto anni egli si era reso padrone dei quattro Veda; a dodici anni era versato in tutti gli sastra; a sedici terminò la compilazione del suo Bhashya e a trentadue lasciò questo mondo». Sankara fu un bambino prodigio e spiegò una notevole intelligenza e apertura di cuore fin dalla più tenera età. Anandagiri dice che Sankara apprese le lingue prakrita, magadhi e sanscrita durante la sua infanzia.