Tattva Bodha

Testo Introduttivo ai Fondamenti del Vedanta. Di Sankara

Discriminazione tra il Sé e la non-Sé

Che cos’è il tattva viveka?
«Solo l’ātman è reale; tutto il resto è irreale (mithyā)»: questa ferma convinzione è tattva viveka.

Cos’è l’ātman?
Ciò che è distinto dagli śarīra sthūlasūkṣma e kāraṇa (corpi grossolano, sottile e causale), che trascende i cinque involucri (kośa), che è il testimone dei tre stati di consapevolezza e la cui natura è sat-cit-ānanda (Esistenza–Coscienza–Beatitudine), è l’ātman.

Che cos’è il corpo grossolano (sthūla śarīra)?
Ciò che è composto dei cinque elementi (mahabhutas) dopo il processo di addensamento (pañcīkaraṇa), nato dal frutto di azioni meritorie passate, sede dell’esperienza di piacere e dolore (sukhaduḥkha), soggetto alle sei modificazioni di nascita, crescita, mutamento, decadenza, morte.

Che cos’è il corpo sottile (sūkṣma śarīra)?
Ciò che è composto dei cinque elementi (mahabhutas) prima del processo di addensamento (pañcīkaraṇa), nato da buone azioni passate, costituito da diciassette parti: i cinque organi di percezione (jñānendriya), i cinque di azione (karmendriya), i cinque prāṇa (prāṇa, apāna, vyāna, udāna, samāna), la mente e l’intelletto. Questo è il corpo sottile.

Quali sono i cinque jñānendriya?
Orecchio, pelle (tatto), occhi, lingua (gusto) e naso (olfatto): questi sono i cinque jñānendriya, gli organi di percezione.

Quali divinità presiedono agli jñānendriya?
Spazio (ākāśa) all’orecchio, aria (vāyu) alla pelle, sole (sūrya) agli occhi, varuṇa (il principio dell’acqua) alla lingua, aśvinīkumāra al naso.

Quali sono le funzioni degli jñānendriya?
Il campo di esperienza per l’orecchio è la percezione del suono; per la pelle è la percezione del tatto; per gli occhi è la percezione delle forme; per la lingua è la percezione del gusto; e per il naso è la percezione degli odori.

Quali sono i cinque karmendriya?
Parola, mani, piedi, ano e genitali. Questi sono i cinque karmendriya, gli organi di azione.

Quali divinità li presiedono e quali funzioni svolgono?
Fuoco/Agni – parola (parlare); Indra – mani (afferrare); Viṣṇu – piedi (camminare); Mṛtyu – ano (espellere); Prajāpati – genitali (piacere/procreazione).

Che cos’è il corpo causale (kāraṇa śarīra)?
Ciò che è inesplicabile, senza inizio e costituito dall’ignoranza (avidyā) primordiale. Causa degli altri due corpi, ignaro della propria vera natura, privo di dualità.

Quali sono i tre stati di esperienza?
Veglia, sogno e sonno profondo.

Che cos’è lo stato di veglia?
Lo stato di esperienza in cui gli oggetti dei sensi (suono, ecc.) sono percepiti attraverso gli organi di senso (orecchio, ecc.) è lo stato di veglia.

L’ātmā che si identifica con il corpo grossolano (sthūla-śarīra) è chiamato viśva.

Cos’è lo stato di sogno?
Alla domanda «Che cos’è svapnavasthā (lo stato di sogno)?», si risponde così: il mondo che viene proiettato durante il sonno dalle impressioni generate da ciò che è stato visto o udito nello stato di veglia è detto sogno.

L’ ātmā che si identifica con il corpo sottile (sūkṣma-śarīra) è chiamato taijasa.

Che cos’è lo stato di sonno profondo?
Quello stato di cui, al risveglio, si dice: «Non sapevo nulla; ho proprio goduto di un buon sonno» è lo stato di sonno profondo.

L’ ātmā che si identifica con il corpo causale (kāraṇa-śarīra) è chiamato prājña.

Quali sono i cinque involucri (kośa)?
Involucro di cibo (annamaya), vitale (prāṇamaya), mentale (manomaya), intellettivo (vijñānamaya), di beatitudine (ānandamaya).

Cos’è annamayaḥ?
Ciò che è fatto di cibo (anna), cresce grazie al cibo e infine si dissolve nella terra che è della stessa natura del cibo, quello è l’involucro fatto di cibo (annamayaḥ kośaḥ), ovvero il corpo grossolano (sthūla-śarīram).

Cos’è prāṇamayaḥ?
L’involucro fatto di energia vitale (prāṇamayaḥ kośaḥ) consiste dalle cinque forze vitali (prāṇādyāḥ pañcavāyavaḥ) e dei cinque organi d’azione (vāgādīndriya-pañcakaṃ).

Cos’è manomayaḥ kośaḥ?
L’involucro fatto di mente (manomayaḥ kośaḥ) è quello che si forma dall’unione della mente (manaḥ) con i cinque organi di conoscenza (jñānendriya-pañcakam).

Cos’è ānandamayaḥ?
L’involucro fatto di beatitudine (ānandamayaḥ kośaḥ) è quello che costituisce il corpo causale (kāraṇaśarīrabhūta), che dimora nell’ignoranza (avidyāstha), possiede l’attributo dell’impurità (malinasattva) insieme alle tendenze latenti come l’affetto [o come la gioia e il diletto] (priyādi-vṛtti-sahitaṃ). Questi sono i cinque involucri.

Proprio come si percepiscono [oggetti come] il mio bracciale (kaṭaka), il mio orecchino (kuṇḍala), la mia casa (gṛha) e così via, come distinti da me stesso, allo stesso modo si percepiscono il mio corpo (madīyaṃ śarīraṃ), i miei soffi vitali (madīyāḥ prāṇāḥ), la mia mente (madīyaṃ manaśca), il mio intelletto (madīyā buddhiḥ) e la mia conoscenza (madīyaṃ jñānam). Perciò, poiché questi cinque involucri (pañca-kośa) vengono conosciuti come “miei”, essi non sono l’ātmā (il Sé).

Allora, che cos’è l’ātman?
È della natura di sat-cit-ānanda (Esistenza-Coscienza-Beatitudine).

Che cos’è sat?
Sat è ciò che rimane immutato nei tre tempi.

Che cos’è cit?
È della natura della conoscenza assoluta.

Che cos’è ānanda?
È della natura della beatitudine assoluta.