Ora spiegheremo l’evoluzione dei ventiquattro tattva.
Dipendente dal Brahman esiste māyā, che è costituita dalle tre qualità (guṇa): sattva, rajas e tamas.
Da essa [māyā] è sorto lo spazio (ākāśaḥ). Dallo spazio l’aria (vāyuḥ). Dall’aria il fuoco (tejaḥ). Dal fuoco l’acqua (āpaḥ). Dall’acqua la terra (pṛthivī).
Tra questi cinque elementi (pañca-tattvānāṃ), dalla porzione sāttvika dello spazio (ākāśasya sāttvikāṃśāt) è nato l’organo dell’udito (śrotrendriyaṃ).
Dall’aspetto sāttviko dell’aria (vāyoḥ sāttvikāṃśāt) è nato l’organo del tatto (tvacindriyaṃ).
Dall’aspetto sāttviko del fuoco (agneḥ sāttvikāṃśāt) è nato l’organo della vista (cakṣurindriyaṃ).
Dall’aspetto sāttviko dell’acqua (jalasya sāttvikāṃśāt) è nato l’organo del gusto (rasanendriyaṃ).
Dall’aspetto sāttviko della terra (pṛthivyāṃ sāttvikāṃśāt) è nato l’organo dell’olfatto (ghrāṇendriyaṃ).
Dall’aspetto sāttviko collettivo di questi cinque elementi sono nati gli organi interni (antaḥkaraṇāni): la mente (manas), l’intelletto (buddhi), la memoria (citta) e l’ego (ahaṃkāra).
Il manas è è caratterizzata dall’oscillazione tra decisione e indecisione.
La buddhi è della natura della determinazione o certezza.
Āhaṃkāra è il senso «io sono l’agente», l’ego.
Citta è la facoltà del ricordare.
La divinità della mente (manaso devatā) è la Luna (candramāḥ). [La divinità] dell’intelletto è Brahmā (buddher brahmā). [La divinità] dell’ego è Rudra (ahaṃkārasya rudraḥ). [La divinità] della memoria è Vāsudeva (cittasya vāsudevaḥ).
Tra questi cinque elementi, dall’aspetto rājasiko dello spazio (ākāśasya rajasāṃśāt) è nato l’organo della parola (vāgindriyaṃ sambhūtam).
Dall’aspetto rājasiko dell’aria (vāyoḥ rajasāṃśāt) è nato l’organo della mano (pāṇīndriyaṃ).
Dall’aspetto rājasiko del fuoco (vahneḥ rajasāṃśāt) è nato l’organo del piede (pādendriyaṃ sambhūtam).
Dall’aspetto rājasiko dell’acqua (jalasya rajasāṃśāt) è nato l’organo genitale (upasthendriyaṃ sambhūtam).
Dall’aspetto rājasiko della terra (pṛthivyā rajasāṃśāt) è nato l’organo anale/dell’escrezione (gudendriyaṃ sambhūtam).
Dall’aspetto rājasiko collettivo di questi [elementi] sono nati i cinque soffi vitali (pañca-prāṇāḥ sambhūtāḥ).
Se si chiede come avvenga questa processo di coagulazione degli elementi (pañcīkaraṇa), la spiegazione è la seguente:
L’aspetto tamasico di questi cinque elementi grossolani viene diviso ciascuno in due parti.
Di queste, una parte viene tenuta separata e l’altra metà di ciascun elemento viene divisa ulteriormente in quattro parti.
Poi, unendo ciascuna di queste quattro parti con la metà tenuta separata degli altri quattro elementi, si ottiene il pañcīkaraṇam.
Nota esplicativa:
Questo passaggio spiega il processo di pañcīkaraṇa (quintuplicazione), attraverso il quale i cinque elementi sottili si mescolano per formare i cinque elementi grossolani:
Il risultato è che ogni elemento grossolano è costituito per metà da se stesso e per metà dagli altri quattro elementi (ciascuno contribuendo con un ottavo). Quindi:
Questo processo spiega perché ogni elemento grossolano manifesta principalmente la sua propria qualità specifica, ma contiene anche in misura minore le qualità degli altri elementi. Ad esempio, la terra grossolana ha principalmente l’odore come sua qualità, ma contiene anche in misura minore il suono, il tatto, la forma e il gusto.
Da questi cinque elementi coagulati si forma il corpo grossolano.