25. L’Esistenza e la Coscienza sono proprie del Sé; l’attività è propria dell’intelletto. Dall’unione di queste, causata dalla mancanza di discernimento, nasce l’idea “io conosco”.
26. Nel Sé non vi è attività, e nell’intelletto non vi è conoscenza. Poiché la sua conoscenza non è pura, il sé individuale cade in errore e crede di essere lui a percepire e conoscere.
27. Chi confonde il Sé con il sé individuale cade in preda alla paura, come chi confonde una corda con un serpente. Chi invece comprende “io non sono un sé individuale, ma il Sé supremo”, è libero da ogni paura.
28. Come la lampada illumina gli oggetti, così il Sé illumina l’intelletto, i sensi e così via; questi sono inerti, e non possono illuminare il Sé.
29. Come una lampada non ha bisogno di un’altra lampada per illuminare se stessa, così il Sé, la cui natura è Conoscenza, non ha bisogno di altri mezzi per conoscere se stesso.