44. Il Sé invero è sempre presente; è solo a causa dell’ignoranza, che esso non è percepito. Quando l’ignoranza è distrutta, il Sé diviene manifesto; come quando si scopre di avere indosso un gioiello a lungo cercato.
45. Come nel buio un palo sembra un uomo, così a chi è in preda all’illusione il Brahman sembra essere il sé individuale. Quando si conosce la vera natura del sé individuale, questa illusione svanisce.
46. Come la luce distrugge il disorientamento causato dal buio, così la conoscenza che deriva dall’esperienza della realtà distrugge l’illusione dell’”io” e del “mio”.
47. Lo yogi che ha raggiunto la perfetta conoscenza vede tutto il mondo nel proprio Sé, e ogni cosa come nient’altro che questo Sé.
48. Tutto il mondo invero è il Sé, e non esiste altro che il Sé; come tutti i vasi non sono altro che argilla, così tutto ciò che egli vede non è altro che il suo Sé.
49. Poiché si diviene ciò a cui si pensa, per raggiungere la Liberazione il saggio deve abbandonare la percezione delle diverse qualità e meditare sulla propria natura, che è Esistenza, Coscienza e Beatitudine.
50. Attraversato l’oceano dell’illusione, uccisi i dèmoni del desiderio e dell’avversione, lo yogi si fonde nella Pace e risplende della gioia del Sé.
51. Abbandonata ogni effimera felicità esteriore, egli dimora nella felicità interiore del Sé, che risplende stabile come la fiamma di una lampada posta in un vaso.