1. Mi inchino a Sri Hari (Signore) suprema beatitudine, primo Maestro, onnipervadente e causa prima di tutti i mondi.
2. Sono qui spiegati dettagliatamente i mezzi per ottenere aparoksanubhuti (la realizzazione del SÉ) e conseguire la liberazione integrale. Il puro di cuore, con persistenza e aspirazione, mediterà la verità qui prospettata.
3. I Quattro mezzi (preliminari per la conoscenza) come vairagya, ecc., sono acquisiti dai discepoli con il praticare l’austerità, i doveri inerenti al proprio stadio di vita e all’ordine sociale: ciò rende propizio Hari.
4. Come si è indifferenti all’escremento di un corvo, così bisogna essere indifferenti a tutti gli oggetti sensibili che suscitano godimento – da quelli del Brahmaloka a quelli di questo mondo – dal momento che hanno una natura transeunte.
5. L’atman è il solo permanente, (mentre) il visto è tutto ciò che gli si sovrappone. Questo riconoscimento è frutto di vera discriminazione-discernimento.
6. Sama (la calma della mente) è l’effetto dell’abbandono dei desideri, e dama il (conseguente) controllo delle funzioni degli organi vitali.
7. Il più alto autocontrollo (uparati),avviene quando ci si astrae completamente dagli oggetti sensibili, mentre la pazienza perseverante di fronte ad ogni dolore o pena è conosciuta come titiksa, la portatrice di felicità.
8. La fede nelle parole dei Veda e nei Maestri (che le interpretano) è conosciuta come sraddha, mentre la concentrazione della mente sul sat (Brahman) è considerata samadhana.
9. O Signore, Quando e come sarò affrancato dal samsara (divenire)? Una tale ardente aspirazione è chiamata mumuksuta, o anelito alla Liberazione.
10. Solo un individuo che possiede queste qualificazioni (in quanto presupposti per la conoscenza) e che si volge al suo bene, saprà meditare costantemente per svelare la Conoscenza dell’atman.