Aparokshanubhuti

La realizzazione del Sé. Di Shankara

Confutazione del Prarabdha Karma

88. Quando l’universo intero, mobile e immobile, è conosciuto come atman, per cui tutto il resto è negato, come si può sostenere che il corpo sia distinto dall’atman?

89. O tu, grande illuminato, che sei in continua contemplazione dell’atman, non sentire inquietudine mentre passi il tempo sperimentando i frutti del prarabdha.

90. La teoria della Scrittura secondo la quale il prarabdha non perde la sua influenza sul soggetto neppure dopo la Conoscenza dell’atman, viene ora confutata.

91. Dopo la conoscenza della Realtà il prarabdha cessa veramente di esistere perché si è riconosciuta la non-esistenza del corpo. Così, per colui che è sveglio la realtà del sogno non ha più senso.

92. Il karma di una precedente vita è conosciuto come prarabdha, ma per un uomo di conoscenza, in mancanza di una futura nascita, tale (prarabdha) veramente non esiste.

93. Come il corpo del sogno è una sovrapposizione (al sognatore), così il corpo (di veglia) è una sovrapposizione (all’atman). Ora, come è possibile la reale nascita di una sovrapposizione? E in assenza di nascita come può esserci quello (prarabdha)?

94. Il Vedanta afferma che l’ignoranza (metafisica) costituisce la causa materiale del mondo fenomenico, come l’argilla lo è di una giara. Distruggendo l’ignoranza, come può sussistere quel mondo fenomenico?

95. Come un individuo in assenza dell’avidya vede solo la corda senza alcun serpente, così, all’opposto, un individuo ignorante vede solo i1 mondo fenomeno (senza realtà sottostante).

96. Quando si conosce la reale natura della corda l’apparenza del serpente scompare, così scompare completamente il mondo fenomeno quando si realizza il suo sostrato.

97. Inoltre, il corpo (fisico), essendo della natura del mondo fenomeno, come può avere il prarabdhakarma? Se la Sruti ne parla è solo per (tranquillizzare) l’ignorante.

98. “Il nodo del cuore è sciolto, tutti i dubbi sono risolti e le azioni dileguate quando si realizza il Supremo e il non Supremo”.

99. Se l’ignorante arbitrariamente sostiene ancora questo, egli non solo cade in due assurdità, ma corre il rischio di allontanarsi dalla conclusione del Vedanta.